Il ciclo della vita di Anna Paola Lacatena
Indomabili erano i riccioli sulla sua testa, come fossero il riverbero di pensieri che si agitano senza pausa. Era bravo a disegnare e a inventare storie. Consapevole che gli promettevano di portarlo al mare con la sola finalità di costringerlo a mangiare le verdure, Massimo si adeguava al gioco, senza particolare convinzione. «Se fai il bravo, ti portiamo domenica prossima». Erano trascorse le settimane inutilmente e l’estate era ormai al suo epilogo. Il mare. Il rumore delle onde, gli schizzi freddi e schiumosi, il sale negli occhi nei giorni di vento, le mani come setaccio per la sabbia fina e bianca. Solo qualche ora. Non contestava le giustificazioni, i sempre troppi impegni, il lavoro, la distanza. Ma sentiva di non poter più aspettare. Dalla finestra della sua stanza, avvistò, nella villetta accanto, una bicicletta. Era una vecchia mountain bike anni novanta, dal colore estroso ma essenziale nella struttura e con un’accentuata inclinazione verso il basso. ...



