Alì e la bicicletta di Marina Pecorini
Da anni Co.S.Mo.S. ODV lavora per promuovere la mobilità sostenibile e per riportare al centro dell'attenzione un tema che non può essere ignorato: la sicurezza stradale.
Ogni giorno, sulle strade del nostro Paese, si consumano storie che troppo spesso restano invisibili. Storie di persone, di sogni, di vite spezzate. Con questa poesia vogliamo riaccendere i fari su una realtà che ci riguarda tutti, nessuno escluso.
Non è solo un racconto: è un invito a fermarsi, a riflettere, a cambiare.
Perché la strada dovrebbe essere di tutti. E la sicurezza non è un privilegio, ma un diritto.
C’è voluto un grande coraggio
come scendere dentro l’inferno
tu da solo hai affrontato quel viaggio
sei arrivato che c’era l’inverno.
Non bastavano dieci coperte
a scaldare quel gelo nel cuore
quelle notti confuse e sofferte
rivivevi l’assurdo e l’orrore.
Poi qualcuno per darti una mano
ti ha voluto donare una bici
e con lei in quel posto lontano
hai vissuto dei giorni felici.
Ricordavi la terra e la luna
del paese lasciato in gran fretta
e pensavi alla grande fortuna
di tornarci con la bicicletta.
Con il sole la pioggia o col vento
ogni giorno al lavoro volavi
e poi stanco ma anche contento
al tramonto la sera tornavi.
Ma le strade di questa Nazione
non son fatte per la bicicletta
troppo traffico gran confusione
troppe auto che vanno di fretta.
Ecco un’auto che corre veloce
alla guida c’è un uomo distratto
è al telefono e alza la voce
non riesce a evitare l’impatto.
Poi un grande stridore di freni
improvviso quel colpo violento
con le mani il manubrio ancor tieni
quando cadi e il sorriso si è spento.
E così sei rimasto disteso
sulla via dove prima volavi
e il tuo cuore alla fine si è arreso
mentre il cielo stupito guardavi.
Quella bici spezzata a metà
era un sogno che ormai non c’è più
ora è il simbolo di una società
che ha distrutto la tua gioventù.
Ma già sento un gran coro di voci
che rimprovera la tua stoltezza,
che facevi tu lì in quegl’incroci?
Proprio lì che non c’è sicurezza?
Ovviamente in questo Paese
dove le auto la fan da padrone
chi pedala ne paga le spese
quando ha torto e anche quando ha ragione.
A me invece piace pensare
che il tuo dramma non sia stato invano
e continuo ad immaginare
che pedali felice, lontano…



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